Carceri, radicali: Ministero Giustizia condannato per detenzione inumana e degradante

Comunicato stampa

 

Con un decreto (LEGGI QUI) del 4 luglio 2016 il giudice Federico Salvati del Tribunale di Roma ha condannato il Ministero della Giustizia per aver costretto Giacomo Reina a scontare la sua pena in condizioni inumane e degradanti all’interno del carcere romano di Rebibbia.

Al signor Reina, assistito dall’avvocato Alessandro Gerardi, il Ministero dovrà risarcire il danno versando una somma pari a 8 euro al giorno per l’intero periodo di detenzione sofferto (1662 giorni) per una cifra totale di poco superiore ai 13mila euro.

Tra i vari aspetti che hanno portato alla condanna, nell’ordinanza si legge quanto segue:

– che la stanza in cui il ricorrente era stato detenuto nell’ultimo periodo si caratterizzava per non essere il bagno collocato in un vano separato ma, come pure emerge dalla planimetria allegata alla menzionata nota, collocato nel medesimo ambiente in cui il Reina alloggiava, senza separazioni in muratura o con tramezzatura;“.

Dichiara l’avvocato Gerardi, membro del comitato radicale per la giustizia Piero Calamandrei: “Si tratta dell’ennesima sentenza che condanna lo Stato italiano per le condizioni disumane in cui ancora oggi costringe a vivere molti detenuti. Ricordiamo che già la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sanzionato ripetutamente il nostro Paese per le condizioni di sovraffollamento delle carceri, ritenute contrarie al divieto di tortura e a quello di trattamenti inumani  degradanti”.

Per altre informazioni avv. Gerardi 3384845995

Comitato Calamendrei

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