Giustizia, Comitato radicale Calamandrei: cominciamo a togliere i doppi incarichi ai magistrati

Comunicato stampa del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei

Roma 26/01/2017

Risulta quanto meno curioso che l’Associazione Nazionale Magistrati chieda al Governo, nel giorno dell’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, “riforme sistematiche per ridurre i tempi di celebrazione dei processi” e che il Ministro Orlando dichiari che la situazione del sistema giustizia “rimane difficile, ma la dinamica che abbiamo innescato è virtuosa, e consente di guardare con fiducia al prossimo futuro”.

All’Anm e al Ministro sottolineiamo per l’ennesima volta che sono anni che il Partito Radicale e il Comitato Calamandrei propongono una riforma strutturale della giustizia, ispirata ai criteri costituzionali del “giusto processo” e preceduta da un improcrastinabile provvedimento di amnistia e di indulto che consenta allo Stato Italiano di rientrare dall’illegalità nella quale oggi e da decenni versa.

Tuttavia la magistratura associata guarda solo alla conservazione del proprio potere e dei privilegi di una categoria professionale che in Italia non ha eguali.
Inoltre nessun Ministro ha finora mostrato il coraggio di prendere dei provvedimenti organici di riforma, con buona pace dei cittadini in nome dei quali quella stessa giustizia è amministrata ma accogliamo positivamente che circa il 70% degli italiani, secondo il rapporto Eurispes 2017, sia a favore dell’introduzione di autentici ed effettivi meccanismi di responsabilità civile dei magistrati

La situazione fallimentare del sistema giustizia in Italia, costantemente documentata e denunciata nel corso dei decenni dal Partito radicale, pur essendo oggi riconosciuta ovunque nel panorama politico italiano, continua ad essere affrontata con interventi legislativi settoriali e assolutamente inadeguati e non attraverso quelle riforme strutturali ed organiche che la situazione attuale richiederebbe.

Dichiara Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato radicale per la giustizia giusta Piero Calamandrei:

Noi come Comitato Calamandrei abbiamo pronto una pacchetto di leggi, le “proposte di legge Marco Pannella per la giustizia giusta” elaborate insieme al team di avvocati del comitato Alessandro Gerardi (tesoriere anche del Comitato), Flavio Del Soldato, Aldo Pazzaglia, Maria Lauro Turco, Maria Carolina Farina che prevedono:
– una riforma del sistema elettorale del CSM mediante sorteggio per far fronte alle gravissime deformazioni correntizie che pregiudicano l’indipendenza interna dei singoli magistrati e condizionano le scelte riguardo gli incarichi dirigenziali dando luogo a clientelismi e favoritismi che molti danni provocano all’amministrazione della giustizia nonché all’immagine e alla funzione stessa della magistratura.
– separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici.
– abolizione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale.
– divieto assoluto per i magistrati di assumere incarichi extragiudiziari. Sono milioni, e da diversi anni, le cause in attesa di essere decise. Pertanto i magistrati non possono continuare ad essere distolti o distratti dalla loro insostituibile funzione, quella giurisdizionale. Il CSM autorizza i magistrati ad assumere altri incarichi, per la stragrande maggioranza di natura didattica (retribuiti), senza verificare da quanti anni si trascinano i processi che hanno in carico. Sono tanti i giudici che hanno assunto incarichi extragiudiziari. I nomi sono contenuti nelle 288 pagine del documento pubblicato sul sito web del CSM. Prima di dedicarsi a fare conferenze e scrivere libri i magistrati dovrebbero occuparsi di smaltire l’arretrato accumulato.
– un’anagrafe pubblica degli incarichi di qualsiasi tipo e specie conferiti dai magistrati ai loro consulenti nei processi
– modifica dell’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario per superare il meccanismo che impedisce, in via automatica e astratta, la concessione dei benefici penitenziari ai detenuti condannati per reati gravi.
– abolizione dell’ergastolo, pena incostituzionale in contrasto con l’articolo 27 della Costituzione

Comitato Calamendrei

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