Il Comitato

IL COMITATO

Il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei nasce nel 2009 per volontà di Marco Pannella.
Promuove la ricerca, lo studio ed il confronto sul tema del diritto, della giustizia e delle pene.

Si propone di estendere il sostegno intorno ad una riforma organica della Giustizia ispirata ai criteri costituzionali del “giusto processo”, coerentemente con le battaglie promosse in questi decenni dal movimento Radicale sul fronte-giustizia, a partire dai temi proposti nei Referendum sulla Giustizia Giusta negli anni ’80, meglio noti come Referendum Tortora, sino a tutte quelle proposte di legge avanzate nel corso degli anni dai Parlamentari Radicali (separazione delle carriere, riforma del sistema elettorale del CSM, responsabilità civile dei magistrati, riduzione del numero dei magistrati collocati fuori ruolo, rafforzamento del processo accusatorio, depenalizzazione delle fattispecie di reato e potenziamento della legge Gozzini).

In considerazione del numero elevato di ricorsi la Corte EDU ha emesso la nota sentenza pilota cd. Torreggiani con la quale, oltre a condannare lo Stato Italiano a risarcire sette detenuti per le condizioni inumane e degradanti della detenzione nelle carceri di Piacenza e Busto Arsizio, ha accertato il sovraffollamento strutturale delle carceri italiane, con la conseguente violazione strutturale dell’art. 3 CEDU, intimando a Governo e Parlamento di rimuovere le cause di violazione della CEDU.

Tre dei sette detenuti ricorrenti nel caso cd. Torreggiani erano assistiti e difesi da legali del Calamandrei.

La situazione fallimentare del sistema giustizia in Italia, costantemente documentata e denunciata nel corso dei decenni dai Radicali, pur essendo oggi riconosciuta ovunque nel panorama politico italiano, continua ad essere affrontata con interventi legislativi settoriali e assolutamente inadeguati e non attraverso quelle riforme strutturali ed organiche che la situazione attuale richiederebbe.

Il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei, che nel corso del tempo ha organizzato anche importanti momenti di riflessione su temi quali l’obbligatorietà dell’azione penale, la misure cautelari personali coercitive, o ancora sul fenomeno dei magistrati fuori ruolo, si apre ora al sostegno e all’adesione di tutti quei cittadini convinti, come noi, che per avere un sistema giudiziario più efficiente e celere rispetto a quello attuale non bisogna necessariamente passare attraverso la menomazione delle garanzie e dei diritti della difesa o di chi deve scontare una condanna.

Lo stato della giustizia in Italia ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente inaccettabili, sconosciuti in altri Paesi civili e democratici.
Da anni e in modo permanente il nostro Paese versa in una situazione di illegalità conclamata tale da aver generato numerosissime sentenze di condanna da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, principalmente per la irragionevole durata dei processi oltre che per le condizioni di detenzione, inumane e degradanti, negli Istituti di pena.
Su questo versante il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei ha svolto un ruolo fondamentale, avendo contribuito a presentare centinaia di ricorsi presso la Corte EDU per la violazione dell’art. 3 della Convenzione.

PUOI FARE LA DIFFERENZA