PERCHÈ SÌ – Legalizzare non è liberalizzare

di Giuseppe Rossodivita* sul quotidiano Il Tempo 06/05/2017

Da poco il fronte antiproibizionista sulle droghe leggere vanta un «militante» in più. Con una lunga lettera apparsa su un giornale Henry Jhon Woodcock, il Pubblico Ministero di Napoli molto noto alle cronache per tutt`altre vicende giudiziarie, si è pubblicamente esposto chiedendo di riflettere sulla legalizzazione delle droghe leggere. Lo spunto è stato rappresentato da un importante convegno sul tema al quale hanno partecipato anche il Sottosegretario agli esteri Benedetto DellaVedova, promotore di una importante proposta di legge sulla legalizzazione della Cannabis e il Capo della Procura Nazionale Antimafia Franco Roberti. In effetti la Direzione nazionale antimafia sono almeno due anni che segnala al Parlamento il fallimento dell`azione repressiva che non ha impedito, nei decenni, la diffusione della marijuana al pari di alcol e sigarette, quanto a dimensione sociale del fenomeno. Con Marco Pannella, Rita Bernardini, lo stesso Della Vedova, il Partito Radicale ha dato vita a decine di azioni di disobbedienza civile, cedendo marijuana o coltivando centinaia di piante. Prima di morire Pannella diceva che oramai i tempi erano maturi per la legalizzazione – mai parlato i Radicali di liberalizzazione – che il paese era pronto. Il PM Woodckock, che con la sua lettera sciorina una ragguardevole mole di dati che indicano come la legalizzazione sia l`unico modo per governare la questione sottraendola al governo delle mafie, lo conferma inequivocabilemnte. Benvenuto dr. Woodcock, avanti tutta.

*Avvocato Radicale, Segretario del Comitato Calamandrei

Comitato Calamendrei

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