Riina: facciamo chiarezza sulla sentenza. A lui va applicata la nostra legge, non la sua.

Dichiarazione dell’Avvocato Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei e membro della Presidenza del Partito Radicale.

E’ deprimente assistere al dibattito che si è scatenato subito dopo la pubblicazione della sentenza della Corte di Cassazione su Totò Riina.
E’ deprimente constatare l’ignoranza o la malafede della maggior parte dei giornalisti che, disinformando, disorientano l’opinione pubblica e contribuiscono a ricacciare il paese nel medioevo e nella barbarie.
La Cassazione, anzitutto, non ha ordinato affatto di scarcerare Riina, ma dice al Tribunale di Sorveglianza che la motivazione adottata per respingere l’istanza di sospensione della pena avanzata dal detenuto è carente ed inadeguata. E dice, ancora, ciò che è scritto nella nostra Costituzione e nella CEDU, che cioè per verificare che non vi sia incompatibilità tra le condizioni di salute del condannato e il carcere deve essere tenuto presente che al detenuto, così come a qualsiasi altra persona, deve essere riconosciuto il diritto a dei trattamenti che non siano disumani e degradanti, ivi compreso quello di morire con dignità.
La Cassazione non fa altro, dunque, che affermare principi scritti nella nostra Costituzione da cui dipende il nostro essere, come Stato e come collettività, differenti dai criminali come Totò Riina, che difatti è in carcere.
Tutti coloro che si stanno stracciando le vesti e che gridano alla rivolta contro la sentenza della Cassazione, tutti coloro che vorrebbero Riina trattato dallo Stato come lui ha trattato le sue vittime, finiscono per non distinguersi dallo stesso Riina.
Il dibattito che ne è scaturito è semplicemente agghiacciante. Eppure non è difficile comprendere che sono la Costituzione, le leggi, lo Stato di Diritto, a garantirci la pacifica e civile convivenza, mediante il riconoscimento di eguali diritti per tutti. Se si abbattono questi elementari principi finirebbe per prevalere un’unica legge, la legge della giungla, quella del più forte, del più prepotente, del più violento. La legge di Riina.

Comitato Calamendrei

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